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A parte il tono scherzoso del soggetto, mi sta capitando di discutere con colleghi che sono un po' condizionati da anni di esperienza col "fisico" (dove si raddoppiava soprattutto per questioni di affidabilità) o, peggio, con virtualizzazioni mal fatte. E di sentire, parlando di server virtuali che devono far andare una certa applicazione, "facciamone due perché forse uno non ce la fa". Cosa che mi fa rabbrividire soprattutto considerando che con i s.o. operativi moderni funziona decisamente bene anche cpu/ram hot add e quindi se il server non ce la fa lo potenzio in pochi click.
Secondo me, a parità di risorse allocate (vCPU e ram) avere due VM invece di una significa avere un sistema operativo in piu' che mangia una parte di ram, che assorbe risorse computazionali e di rete per le sue "funzioni vitali", avere un file del disco di sistema e un file di swap in piu' da scrivere e leggere sullo storage, caricandolo maggiormente.
Quindi a parte i casi estremi di applicazioni che comunque usano un solo core e una limitata parte di ram e quelli di database ipercritici per cui non si vuole perdere nulla anche in caso di failure di un host credo si possa dire che "una VM grande è meglio di due piccole".
Correggetemi le fesserie che forse ho detto e... raccontatemi come fate voi quando vi rapportate con queste problematiche decisionali ![]()
Alessandro aka Tinto VCP-DCV 2023
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